Societa' in movimento

Gli studiosi del comportamento si sono chiesti perche' in una societa' cosa' mobile come la nostra, dove si cambia casa, lavoro e partner con estrema facilita', sentiamo il bisogno di lasciarci segni indelebili sulla pelle. La risposta che viene offerta dagli studiosi spiega come il tatuaggio oggi assolve le stesse funzioni che aveva nelle societa' tradizionali, anche se reinterpretate secondo i nostri codici culturali: viene usato per abbellirsi, comunicare, appartenere a un gruppo ed esorcizzare le paure.

Segni di distinzione

La molla piu' potente e profonda che spinge a desiderare un tatuaggio e' probabilmente quella di volersi distinguere da tutti gli altri, il bisogno di riaffermare a livello visivo la propria diversita', il proprio essere unici rispetto alla massa. In effetti non bisogna dimenticare che nelle societa' primitive il tatuaggio aveva la funzione di distinguere i vari gruppi sociali, oltre che quella di essere terapeutico e curativo. Diventando parte integrante della propria identita' personale, il tatuaggio "porta fuori" qualcosa di noi che in genere viene tenuto nascosto o non espresso. In questo senso, puo' rappresentare un modo per dichiarare la propria posizione rispetto al mondo, esteriorizzare quindi il proprio modo di essere davanti agli altri. In una societa' in cui le differenze sociali sono diventate meno palpabili, il tatuaggio aiuta a riconoscersi come parte di un gruppo o movimento, ma ha forse conservato un significato ancora piu' potente nel suo essere capace di esprimere sul corpo la propria interiorita'.

Significati diversi

Una prova di questo appare evidente se consideriamo come le motivazioni possano cambiare con l'eta'. Gli over 40 che ricorrono al tatuaggio, infatti, lo fanno per motivi completamente diversi rispetto a quelle dei giovanissimi. Per gli adolescenti, il tatuaggio puo' essere un modo per affermare una personalita' ancora in via di costruzione, per un adulto che invece possiede una personalita' ben strutturata la scelta risponde al desiderio di fermare il tempo ad un momento della vita in cui e' ancora possibile trasgredire. Se la tecnica del tatuaggio e' rimasta immutata da millenni, le motivazioni sono invece cambiate. I ragazzi oggi si tatuano per anticonformismo, rifiuto dell'omologazione, ribellione. Ma il tatuaggio e' nato come rispetto della tradizione e segno di appartenenza a un gruppo. Omologazione, quindi. Anche la scelta della parte del corpo da tatuare nasconde significati interessanti dal punto di vista psicologico. Un tatuaggio studiato per essere collocato in una zona del corpo molto visibile, e quindi costantemente sotto gli occhi di tutti, da al disegno una sorta di dimensione pubblica, tutto il contrario per quello disegnato nelle zone nascoste del corpo, da mostrare solo nei momenti di intimita'. In effetti, tutto questo mette in evidenza il grande valore comunicativo del tatuaggio ed e' innegabile che esso susciti in chi lo guarda la curiosita' di saperne di piu' sulla storia personale, sui gusti e sul modo di pensare della persona che lo esibisce. Non si spiegherebbe altrimenti il motivo per il quale i suoi cultori pił accaniti vengano costantemente bersagliati di domande sulla loro vita privata nel corso delle manifestazioni del settore. Dietro i disegni indelebili di questa tecnica si cela insomma il bisogno di uscire fuori dall'omologazione della propria immagine, cosi' come viene dettata da moda e mass media. Per motivi diversi, certo, ma per un unico grande desiderio: poter dire agli altri cio' che si e', senza bisogno di parole e solo grazie alla portata universale del linguaggio delle immagini.

La psicologia del Tatuaggio

Il tatuaggio, dunque, e' un messaggio che porta l'individuo in comunicazione con se stesso e con gli altri, racconta qualcosa della sua vita, delle sue scelte e dei suoi sentimenti. Recentemente e' nata anche la "psicologia del tatuaggio" davanti alla sempre maggiore diffusione del fenomeno. La neo disciplina studia il carattere delle persone in base ai segni impressi in modo indelebile sulla loro pelle. Quando si tratta del nostro corpo, il significato dei simboli non puo' essere interpretato con la semplice intuizione, ma va cercato nell'inconscio. La scelta del disegno e della zona da tatuare non e' mai neutra, ma rimanda al mondo dei simboli e fa emergere quello che e' nascosto all'interno dell'individuo, il suo vero carattere.

Le zone del corpo

Secondo la psicologia del tatuaggio, ad esempio, tatuarsi sulla parte sinistra del corpo, che per la psicoanalisi rappresenta il passato, e' tipico delle persone pessimiste, con poca fiducia in se stesse. La destra, invece, legata al futuro, sempre secondo questi psicologi, denota un carattere solare, aperto ai cambiamenti, ma ben ancorato alla realta'. Tatuarsi il tronco denota concretezza e capacita' decisionali. Se la scelta cade sulle braccia, significa che l'individuo sta attraversando una fase di lenta maturazione. Mentre le persone infantili e poco riflessive preferiranno le gambe. Se il tatuaggio si trova in una parte anatomica normalmente nascosta come l'ombelico, l'interno cosce, la persona e' timida e insicura, con forte senso di inferiorita'. La caviglia e' la zona preferita dalle donne sospettose e gelose, ma anche molto femminili e dagli uomini competitivi e battaglieri. Tatuarsi le zone genitali, infine, assume significati opposti per uomini e donne. Combattive, autonome e sensuali queste ultime. Maldestri e passivi i primi. La zona da tatuare varia anche a seconda del sesso: gli uomini preferiscono la schiena, la spalla e il braccio destri. Le donne, la caviglia e il polso, adatti ai disegni piu' piccoli come fiori, rondini o delfini, che sono i prediletti dal sesso femminile.

I soggetti preferiti

Il soggetto piu' tatuato in assoluto e' il drago. Punto di incontro tra cultura orientale e occidentale, secondo gli psicologi il drago e' la metafora della forza originaria e generatrice, testimonia il desiderio di affermazione di chi lo porta. Esiste anche nella sua versione "minimalista", la lucertola, che rimanda a un'immagine di se' piu' contenuta e controllata. Sempre in tema di rettili, anche il serpente e' molto utilizzato e rappresenterebbe un simbolo fallico. Non mancano i cultori dei motivi astratti, primi tra tutti i "tribal": grandi macchie nere, con il tratto spesso e le curve flessuose che ricordano i "moko" maori. E' il tipo prediletto dai punk e, in generale, da chi rifiuta la massificazione e sente il bisogno di differenziarsi lasciando segni indelebili e cosi' evidenti sulla propria pelle. Gli ideogrammi giapponesi rivelano un animo raffinato, gusto estetico e fedelta' in amore. Eroi guerrieri, vichinghi e motivi celtici costituiscono un'altra categoria molto precisa e sottintendono valori aggressivi. Non a caso sono i simboli scelti dagli skinhead, rimandano a una ipotetica comune matrice etnica e culturale, alla quale i gruppi di estrema destra sostengono di ispirarsi. Opposta e complementare a questa posizione c'e' la passione per gli Indiani d'America, popolo identificato con l'oppressione e la privazione della liberta'. Secondo gli psicologi del tatuaggio, quindi, la testa di un pellerossa comparira' piu' facilmente sul braccio di una persona impegnata a favore delle minoranze e molto curiosa nei confronti di altre lingue, storie e religioni.